Flash forward: una serie tv 2.0
Accade che una nuova serie TV comincia da qualche settimana ad essere trasmessa; quasi contemporaneamente, in TUTTO IL MONDO (prima stranezza)
Accade che un punto nevralgico della trama sia un sito web che l’FBI utilizza per ricostruire elemneti del mosaico globale delle visioni sul futuro e che questo sito web ESISTE DAVVERO (seconda stranezza: jointhemosaic.com)
E la gente, che si appassiona alla serie e ne cerca notizie sul web, comincia a postare visioni del futuro (paure, angosce, speranze) in una sorta di Twitter del “vorrei/ho paura accadesse”.
La serie dunque ha un piano di evoluzione degli eventi (la trama) ed un piano di evoluzione di feed-back (i fan che oltre a leggere informazioni sulla serie incrementano il mosaico).
Questa soluzione, che affianca alla tv il potere del web 2.0 all’interno del telefilm stesso, sembra davvero originale.
Nel telefilm davvero migliaia di persone scrivono la propria visione; e nella vita reale davvero migliaia di appassionati stanno lasciando il loro mosaico che è misterioso tanto quanto il “flash forward” protagonista del telefilm.. e con tutta probabilità la trama del telefil e la trama dei mosaici reali sarà destinata a contaminarsi..
(la trama, per chi non conoscesse Flash Forward)
La vicenda principale si svolge a Los Angeles e il protagonista è un agente della FBI; il 29 ottobre 2009, durante una normale giornata, l’intera razza umana è soggetta a un black out nel quale la mente di ciascun essere è proiettata per sei mesi nel futuro: nei ricordi postumi ognuno ricorderà di aver vissuto qualcosa che deve accadere il 29 aprile 2010 (o il 30 aprile per via del fuso orario, come attesta una collega britannica ispettrice a Londra, contattata telefonicamente subito dopo il flash forward).
Una volta uscita da questo black out generale, ogni persona cercherà di scoprire se quello che ha visto sarà quello che accadrà veramente. Nel lasso di tempo trascorso molte persone sono morte in incidenti che coinvolgevano veicoli, aerei, navi e ogni altro mezzo che necessitava di un controllo umano.
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