Apr 22 2009

Antropocene… capita.

Capita, quando ci si rilassa, di leggere; capita, quando si legge, di imbattersi in qualcosa di allarmante; capita, specie se si ha prole, di pensare al  futuro in termini meno ristretti dell’hic et nunc.

Capita che l’uomo stia danneggiando, pare irreparabilmente, la terra. Un acuto osservatore, il premio Nobel Paul Crutzen, propone di chiamare l’attuale periodo, in quanto era geologica, antropocene, ovvero un periodo in cui l’uomo sta da solo agendo in maniera decisa sullo sviluppo del pianeta decidendone di fatto le sorti: portandola alla distruzione.

Accade spesso, parlando con gli amici, di affrontare il tema dei cambiamenti climatici, del riscaldamento globale, dell’innalzamento degli oceani etc..

Leggendo un libro di Michael  Crichton, Stato di paura,  dedicato all’argomento (un romanzo, certo, ma ben circostanziato) mi ero fatto l’idea che fosse più una montatura che un pericolo concreto. Si sosteneva nel libro del famoso romanziere che da sempre la terra è soggetta a cambiamenti climatici e che in fondo non è il caso di preoccuparsi.

Ora comincio a pensarla diversamente


Apr 17 2009

Crowdsourcing, la passione dei dilettanti per fare business

Colpisce un articolo riportato su Internazionale che riporta alcuni casi di successo di aziende che per sviluppare nuovi prodotti, per fare test market e più semplicemente per ottenere gratis nuove idee, si sono appoggiati alle folle di appassionati (spesso, ma non sempre, dilettanti) che le hanno aiutate a fare business.

Questo seguendo la logica dell’open source e delle comunità di appassionati on-line.

Il successo viene dal basso